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Condividere il Vangelo
We join together for the betterment of this world through the Word of God, evangelism, and the deep study of the Word and constant prayer. It is part of the outworking of the love we see on the cross.
Se dunque Cristo ha fatto tutto, che cosa mi resta da fare una volta accolta la sua verità? L’apostolo Giovanni scrive: «In questo sta l’amore: non che noi abbiamo amato Dio (non capiremo mai l’amore se partiamo dal lato umano), ma che egli ha amato noi e ha mandato suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati». E prosegue: «Carissimi, se Dio ci ha amati in questo modo, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri» (1 Giovanni 4:10–11). Notate il verbo di Giovanni: dobbiamo; siamo «in debito» di amarci gli uni gli altri. L’amore non è solo un concetto astratto o un sentimento, ma un’esigenza posta a tutto il popolo di Dio come risposta al suo grande amore; ed è un amore che trabocca in azioni per gli altri, come 1 Corinzi 13 rende chiaro per sempre. L’amore esige. Cristo non è morto, come qualcuno ha detto, «per le chiacchiere di un cristianesimo rispettabile». Cristo è morto per i nostri peccati, è morto per toglierli, perché diventassimo persone che amano.
Avendo ricevuto l’amore di Dio, siamo chiamati a condividerlo con gli altri attraverso la sua Parola, l’evangelizzazione, la preghiera e il servizio.
Amare significa diffondere la verità e l’amore di Cristo. Se abbiamo trovato la cura per i mali di questo mondo, vogliamo condividerla, perché desideriamo che anche altri siano guariti.
Noi, come genere umano, conosciamo un amore per le persone attraenti, per le persone belle, per coloro che ci amano. L'amore di Cristo è per i peccatori (Rm 5:8), un amore che toglie il peccato e rimprovera ogni nostro egocentrismo, perché l'amore diventi la nostra molla interiore. Questo significa in primo luogo che amiamo gli altri credenti. L'evangelico vede la chiesa, la comunità amata, come parte integrante del disegno di Dio. E in secondo luogo significa amare quelli di fuori. Significa essere persone che amano, perché siamo seguaci di Colui che è morto per i peccatori.

Significa che, nell’evangelizzazione, portiamo ai peccatori il dono migliore che abbiamo.
Se dunque Cristo ha fatto tutto, che cosa mi resta da fare una volta accolta la sua verità? L’apostolo Giovanni scrive: «In questo sta l’amore: non che noi abbiamo amato Dio (non capiremo mai l’amore se partiamo dal lato umano), ma che egli ha amato noi e ha mandato suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati». E prosegue: «Carissimi, se Dio ci ha amati in questo modo, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri» (1 Giovanni 4:10–11). Notate il verbo di Giovanni: dobbiamo; siamo «in debito» di amarci gli uni gli altri.
L’amore non è solo un concetto astratto o un sentimento, ma un’esigenza posta a tutto il popolo di Dio come risposta al suo grande amore; ed è un amore che trabocca in azioni per gli altri, come 1 Corinzi 13 rende chiaro per sempre. L’amore esige. Cristo non è morto, come qualcuno ha detto, «per le chiacchiere di un cristianesimo rispettabile». Cristo è morto per i nostri peccati, è morto per toglierli, perché diventassimo persone che amano.
Come riusciamo a fare tutto questo?
La misura posta davanti a noi è una misura che non possiamo raggiungere da soli. L'inabitazione e la potenza dello Spirito Santo sono parte integrante della vita cristiana così come l'evangelico la intende. Parole come «santificazione» e «santità» parlano della necessità di una misura che da noi stessi non potremo mai raggiungere e parlano anche di ciò che lo Spirito compie nel credente.

YEF Mission School
Scopri la Scuola di MissioneCi impegniamo a preparare i giovani credenti a conoscere il Vangelo, a crescere come discepoli e a partecipare alla missione. Attraverso lo studio biblico, la preghiera, l'evangelizzazione e la formazione pratica al ministero, i partecipanti sono preparati a condividere la Parola di Dio, a servire gli altri e a portare il Vangelo nei campus e nelle nazioni.




